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Autore Discussione: Planning e Scheduling del progetto  (Letto 5034 volte)
Antonio Vaccarino
Milano


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« Risposta #15 inserita:: Agosto 23, 2004, 08:07:17 pm »

Citazione di: Antonio Martini
ci sono sempre incognite ma il punto e' ridurle al minimo non l'eliminazione totale.Smile


Anzi, io non mi fiderei affatto di qualcuno che dice di aver eliminato ogni possibile imprevisto, per vari motivi:
1. Che evidentemente ha troppa fiducia in sé e negli altri (insieme che dalla singola persona in su diventa troppo casuale per essere previsto, come da Leggi di Murphy).
2. Che quindi sicuramente ha dimenticato qualche possibilità.
3. Che se ha dimenticato questa possibilità, quando essa si presenterà probabilmente non saprà come affrontarla (modello "divisione per zero") o comunque dovrà intervenire "al volo" e quindi secondo modalità che, visto l'atteggiamento, probabilmente non è abituato a gestire.
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Davide Pasca
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« Risposta #16 inserita:: Agosto 24, 2004, 05:51:24 pm »

Citazione di: Antonio Martini
la capacita di stilare una piano di sviluppo accurato per il proprio lavoro e' probabilmente direttamente relato all'esperienza di un programmatore, ci sono sempre incognite ma il punto e' ridurle al minimo non l'eliminazione totale.:)

Per me l'esperienza sembra non aiutare. I task li divido in due tipi: cose gia' fatte e cose mai fatte prima. Per le cose gia' fatte il tempo di sviluppo e' irrisorio, per le cose mai fatte prima, mi ritrovo al buio quasi completo. Il problema e' che c'e' sempre la fregatura da qualche parte. La necessita' performance poi complica tutto all'ennesima potenza. Se si imbocca un vicolo chiuso  ...bisogna cominciare a picconare !

Citazione di: Antonio Martini
riguardo la mancanza di volonta invece, avere un piano scritto, ed assumersene le responsabilita e gia di per se un buon motivatore.;)

Quello sicuramente.. approposito... domani e' giorno di paga !

baooooo
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Antonio Martini
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« Risposta #17 inserita:: Agosto 24, 2004, 07:08:50 pm »

Citazione di: Davide Pasca

Per me l'esperienza sembra non aiutare. I task li divido in due tipi: cose gia' fatte e cose mai fatte prima. Per le cose gia' fatte il tempo di sviluppo e' irrisorio, per le cose mai fatte prima, mi ritrovo al buio quasi completo. Il problema e' che c'e' sempre la fregatura da qualche parte. La necessita' performance poi complica tutto all'ennesima potenza. Se si imbocca un vicolo chiuso  ...bisogna cominciare a picconare !

mah per quello che mi riguarda nel corso degli anni ho notato invece un miglioramento del metodo nell'approcciare problemi mai affrontati prima. Credo di capire molto meglio ora quando e' il caso di provare un'altra soluzione invece di insistere su quella corrente se non va etc...
stesso discorso si applica alle capacita di analisi. Insomma e' come se l'aver commesso "errori" nell'affrontare problemi completamente nuovi in passato mi aiuti ad evitarli ora anche se si tratta di cose nuove. Anni fa iniziavo ad implementare cose anche se c'erano dei punti non ben definiti pensando che poi le avrei risolti strada facendo. Oggi sono molto piu per il definire tutto prima, magari facendo dei piccoli test di verifica e poi solo alla fine implementare. Alla fine ci sono sempre dei punti cruciali di un algoritmo e per testare quelli non bisogna implementare tutto il malloppone.Fare dei "microtest"  mirati non prende tanto tempo. Poi anche dati i rischi organizzo sempre la cosa in modo tale che da avere soluzioni di fallback etc...Chissa forse io saro stato solo fortunato fino ad ora!:)

ciao,
Antonio
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