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Autore Discussione: The future of games  (Letto 3180 volte)
Stefano Gualeni
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« Risposta #15 inserita:: Febbraio 25, 2010, 02:02:50 pm »

Di che stiamo parlando? Di guerra tra AAA e casuals? Sono due pianeti distinti, non c'entrano una mazza tra loro ed il loro target e' decisamente differente, non esiste alcuna guerra.

Ma la questione e' che non esiste nessun conflitto nemmeno qui. Sia io che Antonio abbiamo trovato lo speech sbrodolone ed indifendibile FUORI dalle due claim principali:
1 - I media digitali tendono alla convergenza, alla trasparenza e alla pervasivita' (parte gia' assodata della teoria dei nuovi media)
2 - Facebook e casual games stanno avendo un ottimo riscontro economico (informazioni che possono essere derivate da numerose fonti e ricerche di mercato, oltre che essere giornalmente sotto agli occhi di tutti in magazines e siti dedicati al nostro medium).

Queste due asserzioni sono ormai senso comune, niente da dire.
 
Sul resto, ovvero riguardo al futuro specifico dei games in relazione al loro ruolo sociale, ovvero la parte PERSONALE e (per cosi' dire) NUOVA dello speech, abbiamo espresso riserve da un numero di prospettive piu' o meno accademiche, piu' o meno soggettive. Tutto qua.

Non so cosa abbia preso a Dado... Suppongo abbia sentito in qualche modo la necessita' di difendere le convinzioni alla base delle sue recenti persionali scelte professionali. Ho l'impressione che non c'entrasse nulla cio' che ho scritto io.

Per concludere, io non uso Facebook.
« Ultima modifica: Febbraio 25, 2010, 02:04:48 pm da Stefano Gualeni » Registrato

Stefano Gualeni
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Lecturer of Game Design and Game Architecture, IGAD at NHTV University of Applied Sciences
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« Risposta #16 inserita:: Febbraio 25, 2010, 08:27:42 pm »

Microsoft e Sony non battono Nintendo? Ovvio direi, la scoperta dell'acqua calda, le prime due sono consoles con titoli per il 99% hardcore gaming mentre la terza si pappa la fetta piu' grande di pubblico che e' quella che prima non giocava e cioe' i new-gamers/casual-gamers.

Questa e' completamente sballata Wink
Acqua calda... _ADESSO_, all' inizio di quessta generazione NESSUNO avrebbe scommesso su nitendo dopo il semi flop del gamecube e con la PS2 a 100 milioni di pezzi.

Ci si dimentica facilmente del passato vedo...
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Davide Pirola
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« Risposta #17 inserita:: Febbraio 25, 2010, 08:33:24 pm »

Non so cosa abbia preso a Dado... Suppongo abbia sentito in qualche modo la necessita' di difendere le convinzioni alla base delle sue recenti persionali scelte professionali. Ho l'impressione che non c'entrasse nulla cio' che ho scritto io.

No Stefano non e' solo quello, e' il fatto che ad un certo punto ti accorgi che al di fuori del tuo mondo che era solo dominare tutti gli altri te ne ritrovi un altro, tutto all' improvviso, che lo sta cambiando per sempre. E per il quale ancora non ci sono regole, si stanno creando da sole.

Per cui spunti o analisi accademiche ancora non si possono fare perche' ancora la trasformazione e' in corso, al massimo si possono fare congetture, ed e' li' che non riesco a capacitarmi di come sia facile vedere dove andra' a finire.

Per il resto poi, capisco la passione dei senior qui e dei junior magari al loro primo titolone, non ho niente da togliere a loro io stesso mi sentivo molto onorato, e' il tempo che passa che ci vuoi fare Wink
Ma e' anche la consapevolezza di voler guardare oltre, per essere li' per primo quando accade.
E non so voi, ma io ci voglio essere li', per primo Wink

Cheers,
Dado.
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« Risposta #18 inserita:: Febbraio 26, 2010, 01:30:18 am »

...
a me sembra solo che tu stia commettendo il grosso errore di attribuire agli altri tuoi pensieri e stati d'animo passati: sbagli!:)

ciao,
Antonio
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Manuele Bonanno
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« Risposta #19 inserita:: Febbraio 26, 2010, 10:54:29 am »

Io nello speech (interpretazione personale) ci ho visto la spiegazione del perche' al momento anche mia nonna potrebbe appassionarsi ed iniziare a giocare a farmville. E una spiegazione del perche' certe meccaniche siano addictive e tocchino la natura competitiva dell'essere umano, portandolo a fare roba ripetitiva e noiosa solo per lo scopo di essere meglio del prossimo (prendi i MMORPG).

Tripla A vs casual? sono settori diversi e continueranno a convivere, ovviamente col boom di social networking e di casual gaming in generale c'e' molto piu' target per il casual gaming che per l'hardcore gaming. E il fatto che i titoli tripla A piano piano li stanno pubblicando solo quei 2-3 publisher e molti "piccoli" studios chiudono e' un lento processo che va avanti dalla fine dell'era Amiga quindi niente di nuovo.

Quindi a me il talk ha fatto capire delle meccaniche , ha dato degli spunti di riflessione e delle idee che, da non designer, non mi ero mai posto.

relax Razz


p.s.: mi pare ovvio che il discorso dello spazzolino e del libro prima di andare a dormire sia un esempio fatto per assurdo. Un esagerazione fatta per fare capire il concetto.
« Ultima modifica: Febbraio 26, 2010, 10:56:38 am da Manuele Bonanno » Registrato

CiroContinisio
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« Risposta #20 inserita:: Febbraio 26, 2010, 01:32:24 pm »

Secondo me però ha ragione Davide Pirola a dire che alcuni vedono ancora la situazione come un dualismo "AAA vs Casual", quando invece c'è la possibilità (concreta) che i giochi casual inizino a diventare Tripla A di loro...
Cos'è un AAA dopo tutto? Un gioco in cui sono investite tante risorse. Quanto ha pagato EA per Playfish? Quanti soldi investirà ora nei loro giochi? E' tutto qui.
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Antonio Martini
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« Risposta #21 inserita:: Febbraio 26, 2010, 06:07:22 pm »

Secondo me però ha ragione Davide Pirola a dire che alcuni vedono
certo ha ragione, con il piccolo dettaglio che gli "alcuni" non sono io e per quello che ne so neanche Stefano dato che ha scritto da qualche parte di avere un concept per iPhone.
Il Dado e' impazzito questa e' la verita'Smile




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CiroContinisio
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« Risposta #22 inserita:: Febbraio 26, 2010, 06:32:48 pm »

Ah, io ho detto alcuni... poi... fate voi Very Happy
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Enrico Colombini
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« Risposta #23 inserita:: Febbraio 26, 2010, 08:42:52 pm »

Secondo me però ha ragione Davide Pirola a dire che alcuni vedono ancora la situazione come un dualismo "AAA vs Casual", quando invece c'è la possibilità (concreta) che i giochi casual inizino a diventare Tripla A di loro...

La mia impressione e' che la fossilizzazione dei grandi produttori su pochi generi sempre uguali (FPS, sport, MMO e poco altro), con la deriva costante verso il cinema e la simulazione dettagliatissima del reale, lasci scoperti spazi enormi: ad esempio quello di chi concepisce il gioco come qualcosa di rilassante. E qui ovviamente si inseriscono i vari Flash e affini.
Per chi come me viene dall'immensa varieta' dei giochi da tavolo e ha vissuto la creativita' degli anni '80, la situazione e' alquanto deprimente: ormai la grafica e' diventata un intralcio alla giocabilita'.

Ho recentemente fatto una panoramica ragionevolmente approfondita degli studios nei Paesi che potenzialmente mi interessano (Francia e Scandinavia) con conclusioni per me sconfortanti: i grossi vogliono essenzialmente fare solo film interattivi (100% grafica e azione, 0% innovazione); i piccoli spesso hanno idee ma non hanno soldi.

Tempi duri per i creativi.
Cosi', tanto perche' mi avanzava un po' di benzina Wink
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« Risposta #24 inserita:: Febbraio 28, 2010, 12:25:29 am »

Devo ammettere che il primo post di Davide Pirola mi ha colpito parecchio, poi come molti hanno già scritto è probabilmente inesatta una visione di AAA vs Casual, vero è anche che negli ultimi tempi i "casual" e gli indie ne hanno dato da filo da torcere a gli AAA.
Probabilmente nel prossimo futuro la quantità di casual game (mi riferisco ai giochi facebook  etc.. Non ai casual console) aumenterà (anche perche hanno un baccino di utenza enorme) a di scapito di una graduale riduzione dei titoli con budget miliardari (cosa che sta già succedendo)
Io personalmente mi sono messo a studiare per bene tematiche e meccaniche dei giochi facebook  Very Happy
saluti
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« Risposta #25 inserita:: Febbraio 28, 2010, 09:14:51 pm »

Eccolo il futuro dei videogames per come la vede il Sig. Schell

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« Risposta #26 inserita:: Marzo 02, 2010, 12:48:08 pm »

Ecco cosa ne pensa Richard Garriott

http://www.gamesindustry.biz/articles/the-return-of-the-space-cowboy
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« Risposta #27 inserita:: Marzo 02, 2010, 02:55:58 pm »


Ne uscissero altri di "traditionally Lord British games" al livello di Ultima IV...VII. Non necessariamente simili, ovvio, ma con quell'approccio al gameplay.
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« Risposta #28 inserita:: Marzo 02, 2010, 03:09:42 pm »


Interessante. Da un certo punto di vista l'arrivo di gente del calibro di Lord British mi preoccupa, dato che sto considerando la possibilita' di entrare in quel settore (considerato che di lavori interessanti in giro non ne vedo).
 
Un possibile problema e' che tendo a fare lavori molto accurati che non venderebbero mai una caterva di copie nei primi dieci giorni ma probabilmente venderebbero molto piu' a lungo del tipico gioco 'leggero'.

Altra cosa che mi frena, e non poco, e' il pantano fiscale italiano.
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« Risposta #29 inserita:: Marzo 03, 2010, 11:22:38 am »

p.s.: mi pare ovvio che il discorso dello spazzolino e del libro prima di andare a dormire sia un esempio fatto per assurdo. Un esagerazione fatta per fare capire il concetto.

Beh, pero' qualcuno che lo ha preso sul serio sembra esserci...  Shocked

http://www.gamasutra.com/blogs/GlennWhite/20100302/4553/You_and_your_customers_need_to_play.php
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Roberto Dillon http://ProgramAndPlay.com
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