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Autore Discussione: Il Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani dei Videogiochi  (Letto 684 volte)
Giovanni Caturano
Benevento, Italy


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SpinVector (Benevento, Italy)


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« inserita:: Settembre 02, 2009, 05:51:32 pm »

Ciao a tutti

  scrivo questo post per cercare di chiarire cos'è la filiera in oggetto, cosa vuole essere e cosa non è. Ovviamente queste informazioni saranno tutte disponibili online e in maniera più formale appena avremo la piattaforma che, per problemi tecnici, è stata rimandata. Questo quindi non è il documento ufficiale definitivo sulla filiera, ma solo quello che sembra: un post su un forum.

Cos'è Confindustria e cosa sono i gruppi di filiera.
  Confindustria è, in Italia, la principale organizzazione delle imprese manufatturiere e di servizi (circa 130mila aziende) che si rapporta con le principali istituzioni politiche ed amministrative, incluso il Parlamento, il Governo, le organizzazioni sindacali e le altre forze sociali.
  Confindustria ha dentro di sé molte sezioni e quella dei Servizi Informatici/Tecnologici è una delle più importanti. Assoknowledge è una sotto-sezione che contiene tante aziende che si occupano di informatica relativamente alla conoscenza, all'ICT e facendo R&D e innovazione. Ci sono dentro aziende che si occupano di web, aziende che si occupano di intelligenza artificiale, aziende che si occupano di comunicazione, di formazione, ecc. Questi "sotto-settori" sono costituiti in "Gruppi di Filiera".

Come è organizzato un Gruppo di Filiera
  L'idea alla base di un gruppo di filiera è che le aziende che ne fanno parte rappresentino una parte consistente di quel settore, in Italia e che vogliano sedersi intorno a un tavolo per discutere e identificare quali istanze rapportare alle istituzioni ed eventualmente intraprendere iniziative comuni di vario genere.

  L'organizzazione di un gruppo di filiera è democratica: l'assemblea plenaria delle aziende si incontra (tre o quattro volte l'anno) e prende le decisioni importanti. L'assemblea è l'unico organo decisionale che c'è. Inoltre l'assemblea elegge l'esecutivo: un presidente ed alcuni vice-presidenti (generalmente tre o quattro) i quali si occupano poi (gratuitamente) di mettere in atto le decisioni dell'assemblea. L'esecutivo ovviamente si riunisce più spesso.

Il Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi
  Il gruppo si è formato in seguito a un incontro che Confindustria ha avuto con un gruppo di aziende italiane, identificate da fonti autorevoli note a Confindustria e al successivo allargamento di questo gruppo a quante più aziende possibile (in fase interlocutoria).

  Alla costituzione del gruppo sono stati decisi alcuni obiettivi importanti da perseguire:
  • identificare la situazione attuale dell'industria italiana
  • presentare alle istituzioni un rapporto su tale situazione
  • identificare le macroleve disponibili e valutare iniziative per lo sviluppo dell'industria
  • interfacciarsi con le istituzioni per presentare possibili percorsi di miglioramento
  • modificare la percezione delle istituzioni nei confronti dei videogiochi in termini politici, economici e culturali
  • rafforzare la percezione dell'esistenza di un'industria italiana della produzione di videogiochi, giovane ma con interessanti opportunità

  Per ottenere questi risultati si valutano, tra le altre attività:
  • realizzazione di studi e loro presentazione alle istituzioni
  • partecipazione congiunta o rappresentativa a fiere ed eventi
  • organizzazione di eventi specifici
  • richiesta di supporto dalle istituzioni anche in termini finanziari / fiscali sul modello di altri paesi sia europei
  • lavorare con gli enti di formazione per incoraggiare lo studio di materie attinenti alla produzione di videogiochi e in generale migliorare la qualità dell'offerta formativa in tal senso
  • dialogare con i publisher italiani e internazionali per valutare problemi e punti di incontro
  • dialogare con altre strutture per presentare opportunità vantaggiose per tutti

Pare appena il caso di dire che la filiera, nel suo complesso, opera a livello macro, ma che, ovviamente, essendo una associazione di aziende, ognuna ha e tutela i propri legittimi interessi e l'attività di ogni azienda, all'interno della filiera, è tesa al perseguimento degli scopi aziendali.

Come si entra nel gruppo?
Per accedere al Gruppo di Filiera bisogna innanzitutto essere iscritti ad Assoknowledge (cioè al particolare settore di Confindustria di cui il Gruppo fa parte). A questo punto si chiede l'ammissione al gruppo e Confindustria la concede o la nega. L'iscrizione al Gruppo di Filiera è gratuita, ma l'iscrizione a Confindustria non lo è. Tuttavia nessuna percentuale della quota di iscrizione a Confindustria viene devoluta al Gruppo o ai suoi membri, a nessun titolo.
Sicuramente verranno accettate aziende che hanno già prodotto videogiochi retail per PC o Console, anche portatili, e che hanno questa attività come core business; negli altri casi, per evitare che un'azienda si iscriva inutilmente a Confindustria per poi vedere la domanda rigettata è possibile contattare il Gruppo di Filiera prima di iscriversi a Confindustria, senza alcun onere: ci occuperemo di esaminare la situazione e fornire una risposta quanto più ragionevole possibile.
Per motivi che credo siano evidenti qui, un'azienda che sviluppa prodotti per iPhone può essere un produttore di videogiochi, ma anche no e la cosa deve essere per forza valutata attraverso una presentazione e una discussione. In ogni caso è Assoknowledge a decidere.

Precisazioni
Detto questo, preciso che la filiera:
  • è appena partita, ha subito dovuto affrontare problemi organizzativi importanti e, per questo, ha commesso degli errori (da cui speriamo di imparare)
  • è un organo distinto e separato da AIOMI, attualmente AIOMI si è offerta di supportarci in molti modi (anche onerosi) e in cambio ottiene più visibilità istituzionale - purtroppo la cosa ha causato confusione e speriamo di avviare la soluzione di questo problema nella prossima riunione dell'esecutivo
  • non eroga servizi di formazione: in particolare la filiera non produce e non offre né corsi né certificazioni
  • è una realtà italiana e, come tale, risente per forza dell'ambiente italiano e dei pregi e dei difetti degli italiani

Il tempo a mia disposizione sta scadendo, ma vorrei citare una cosa fatta, una cosa in lavorazione ed una abbozzata.

Una cosa fatta:
La partecipazione al GamesCom
Invece di aspettare di organizzarci meglio, nonostante ci fossero seri problemi organizzativi, abbiamo deciso di partecipare collegialmente come Gruppo di Filiera al GamesCom. Si è trattatato di un percorso difficile sia perché la nostra organizzazione non era affatto rodata (mail in copia e telefonate generano inevitabilmente problemi) sia perché la Fiera di Colonia ci ha causato molti inconvenienti (tra cui parziale mancanza di corrente allo stand, pass che non funzionavano, camera centrale montata al contrario, tavolini per riunioni sostituiti da reception desk inutili, misure sbagliate per gli striscioni, ecc. ecc.). Ciononostante eravamo in una posizione ottima, sicuramente tra le migliori di tutta l'area business ed abbiamo avuto un affluenza notevole e avviato delle discussioni interessanti. Purtroppo abbiamo peccato dal punto di vista organizzativo, ma credo sia inevitabile quando manca il tempo - l'unico modo per non sbagliare sarebbe stato rinunciare, infatti, con i tempi che c'erano, rivolgersi a una ditta terza per l'organizzazione sarebbe risultato impraticabile.

Una cosa in lavorazione:
Il primo rapporto sull'industria della produzione di videogiochi in Italia
Per capire come arrivare a destinazione, bisogna prima capire dove si è: per questo motivo stiamo conducendo uno studio per capire qual è la situazione dell'industria in Italia. Lo studio è destinato ad essere presentato alle istituzioni ed è sviluppato sul modello di altri studi simili realizzati in Italia per altri settori.

Una cosa appena abbozzata:
I corsi di formazione certificati
Una delle iniziative di cui si è discusso in assemblea è stata l'opportunità di dialogare con le Università per incentivare la "produzione" di laureati che avessero studiato materie utili all'assunzione in una ditta che produce videogiochi. La discussione non può essere seguita caso per caso e quindi abbiamo chiesto a Confindustria come si poteva fare. La via che ci è stata consigliata è di identificare quali figure sono utili alle aziende della filiera e metterle in un protocollo (cioè elencarle, in pratica), indicando le competenze necessarie in ogni ambito.
Conseguentemente, bisognerà valutare i requisiti che un corso deve avere per assicurare (ragionevolmente) il livello minimo di affidabilità. Questi requisiti vanno anche indicati.
Al fine di non scrivere cose irragionevoli, ci è stato consigliato di parlarne con alcuni enti di formazione ben noti a livello nazionale che potevano essere interessati e che avevano voglia di dialogare con la filiera.
I primi enti che si sono fatti avanti sono stati IED e IULM, contiamo però di contattare anche Università pubbliche (Verona, Salerno, Roma, ecc.) in modo da poter presentare varie soluzioni.
Se ci sarà interesse, questi enti potranno far certificare la rispondenza del corso alle indicazioni date dal Gruppo di Filiera attraverso un ente terzo.

Non ho scritto tutto, ma non ho proprio altro tempo, quindi, per il momento vi saluto e vi ringrazio se avete avuto la pazienza di leggere fin qui. E mi scuso anticipatamente per i refusi.

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« Risposta #1 inserita:: Settembre 02, 2009, 06:17:17 pm »

Molto interessante, cosi' e piu' comprensibile tutta la discussione che c'e' in corso.

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