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Autore Discussione: Qualità nei videogiochi.  (Letto 14554 volte)
Matteo Crippa
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« inserita:: Maggio 23, 2007, 05:18:03 pm »

Salve a tutti,

ho una curiosità, quante fra le vostre aziende sono attualmente certificate iso 9001:2000?

Controllando un po' di siti non mi pare che ce ne siano, o mi son perso qualcosa?

Mi chiedevo questa cosa perchè secondo me i principi della qualità sono applicabili anche al campo della produzione di videogame.

Sopratutto per quanto concerne il miglioramento continuo e azioni correttive e preventive.
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Giovanni Caturano
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« Risposta #1 inserita:: Maggio 23, 2007, 05:30:29 pm »

ho una curiosità, quante fra le vostre aziende sono attualmente certificate iso 9001:2000?

[...]

Mi chiedevo questa cosa perchè secondo me i principi della qualità sono applicabili anche al campo della produzione di videogame.

Ho lavorato nel settore delle certificazioni iso 900x nel '94 e '95 e li ritengo processi orientati all'industria che interessano le piccole aziende praticamente solo se fanno gare d'appalto, perché sono punti.

La certificazione di qualità consiste, nella pratica, solitamente nel realizzare una serie di scartoffie e riempire altre scartoffie mentre si lavora.

Questo nella pratica della maggioranza delle aziende in cui viene applicata - da qui la mia personalissima decisione di non interessarmene fino a quando qualche cliente non me la richiederà obbligatoriamente.


Citazione
Sopratutto per quanto concerne il miglioramento continuo e azioni correttive e preventive.

Tipo, per esempio?

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Matteo Crippa
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« Risposta #2 inserita:: Maggio 23, 2007, 05:52:00 pm »


Ho lavorato nel settore delle certificazioni iso 900x nel '94 e '95 e li ritengo processi orientati all'industria che interessano le piccole aziende praticamente solo se fanno gare d'appalto, perché sono punti.


Non direi, le iso sulla qualità sono applicate sia dalle grandi aziende multinazionali, che dai singoli.

Spesso come tu dici, le piccole tendono più a certificarsi per avvantaggiarsi negli appalti, più che nel credere realmente nella bontà dei giovamenti che l'utilizzo di un SGQ può portare all'azienda.

Ma i SGQ non sono applicabili solo all'azienda manifatturiera, sono benissimo applicabili nelle aziende di servizi, basta solo cambiare da prodotto a servizio nelle linee guida e via...

Dalle vecchie 9001, 9002 e 9003, c'è stato un grande passo avanti... ora esistono solo la 9000 ( terminologia ) 9001:2000 e 9004 sul miglioramento continuo.

Citazione
La certificazione di qualità consiste, nella pratica, solitamente nel realizzare una serie di scartoffie e riempire altre scartoffie mentre si lavora.

Scartoffie... spesso, e qui già il termine con cui l'hai descritta ne è sintomatico, la qualità viene vissuta come un peso, e non come un beneficio, come invece è...

Credo che essere consci che il lavoro portato avanti è rivolto ad un cliente, questo sia molto importante, e in un processo di produzione la soddisfazione del cliente è molto importante.

In passato mi è capitato di assistere a release di patch da parte di aziende di videogiochi, per aggiungere nuove forme di gioco a seguito di richieste dell'utenza...


Citazione
Questo nella pratica della maggioranza delle aziende in cui viene applicata - da qui la mia personalissima decisione di non interessarmene fino a quando qualche cliente non me la richiederà obbligatoriamente.

Ma non essendo in contatto con pubbliche amministrazioni che per bandi di gara ve la richiedano, o publisher che la richiedano in quanto già certificate dubito che una cosa del genere accadrà mai.

Potrete essere solo voi i promotori, sempre che ci crediate, cosa che al momento dubito visto il tuo reply Smile

Citazione
Tipo, per esempio?

Beh credo che abbiate delle procedure per i bug.
E questi bug vengano trattati, risolti e poi registrati.
E una volta terminato il progetto, o durante lo sviluppo questi report vengano riportati alla direzione e analizzati.

Così con uno storico andare a vedere se c'è una fase di produzione più soggetta ad errori e valutare di concentrare li più forze/risorse per rimediare al problema.

Questo alla fin fine è già un macrosistema di gestione di una non conformità.

L'azienda manifatturiera avrà un prodotto non conforme, voi potrete avere una funzione del gioco, un modello grafico...

ps. Molti concetti della qualità si intersecano a mio modo di vedere con il project management, quindi scommetto che già fate molte cose che potrebbero essere viste come un sistema di gestione qualità...
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« Risposta #3 inserita:: Maggio 23, 2007, 06:15:59 pm »

Ho lavorato nel settore delle certificazioni iso 900x nel '94 e '95 e li ritengo processi orientati all'industria che interessano le piccole aziende praticamente solo se fanno gare d'appalto, perché sono punti.

Pienamente d'accordo. Inoltre in Italia, che io sappia, anche fuori dal mondo videoludico aziende medio piccole, anche dove richiesto, tendono a non usare tali metodologie nello sviluppo vero e proprio; magari si certificano iso per la parte amministrativa o per il rifornimento della carta igienica.

Qui in america va abbastanze di moda il Capability Maturity Model (CMM); specialmente se si hanno rapporti con le varie entità governative.

Salve a tutti,
Sopratutto per quanto concerne il miglioramento continuo e azioni correttive e preventive.
Ecco... qui ho una mia opinione abbastanza decisa: io credo che l'Industria videoludica sia veramente giovanissima (da un punto di vista "industriale" appunto) e, benché potrebbe beneficiare immensamente da qualcosa come il CMM, ancora è nella fase in cui si deve capire quanto queste pratiche si possano/vogliano adottare. In un piccolo sondaggio (personale ed informale) che feci qualche mese fa tra i miei colleghi, mi è sembrato di capire che per lo sviluppo vero è proprio siamo ancora agli anni 80: si continuano a ripetere gli stessi errori progetto dopo progetto; eventuali migliorie sono lasciate alla lungimiranza dei singoli e al massimo si fa un post-mortem (che spesso sarà molto simile a quello del progetto successivo). Credo si abbia la tendenza a pensare che lo sforzo richiesto da queste metodologie non paghi; al massimo ho visto interesse per le metodologie agili (che però sono tutt'altra cose rispetto ad un CMM).
Non sono sicuro se a livello gestionale (quindi non lo sviluppo vero e proprio) qualcosa viene fatto. Mi verrebbe da pensare di sì, ma chiaramente mancando la presa dati a livello dello sviluppo non può si essere "scientifici" come ci si aspetterebbe.

Sarebbe interessante avere un po' di feedback da qualche playfieldiano più nell'area manageriale.

In passato mi è capitato di assistere a release di patch da parte di aziende di videogiochi, per aggiungere nuove forme di gioco a seguito di richieste dell'utenza...
Credo che nella maggior parte dei casi questo sia dovuto più ai vincoli del progetto che alla soddisfazione del cliente. Qando si consegna un gold spesso e volentieri si ha già una lista lunghissima di cose che non vanno, che si voleva includere, che si poteva limare, ecc.
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Matteo Crippa
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« Risposta #4 inserita:: Maggio 23, 2007, 06:39:07 pm »

Forse ho sbagliato chiamandole patch, con le quali non c'entrano nulla, ma mi serviva per identificare praticamente il mezzo di propagazione alla clientela.

Per come la vedo io da profano, spesso la produzione videoludica è simile a quella cinematografica, l'utente spesso si configura come un soggetto passivo a cui viene erogato un prodotto...

Secondo me questa concezione non è del tutto esatta, a livello videoludico si può ri-intervenire su un progetto, e secondo me i casi sempre più frequenti delle beta pubbliche sono un ottimo metodo di case study sulla clientela finale preventiva.

Certo, in queste fasi, il fattore principe è identificare le eventuali evidenze di bug, ma se a questi potenziali clienti si vanno a chiedere, tramite semplic questionari, cosa ne pensano del prodotto e come questo possa essere integrato/migliorato/rivoluzionato, beh questo da un lato potrebbe essere un sistema di valutazione preventiva dell'impatto sul mercato ( in se il testing è un azione preventiva, mentre la patch è un azione correttiva ).


In un piccolo sondaggio (personale ed informale) che feci qualche mese fa tra i miei colleghi, mi è sembrato di capire che per lo sviluppo vero è proprio siamo ancora agli anni 80: si continuano a ripetere gli stessi errori progetto dopo progetto; eventuali migliorie sono lasciate alla lungimiranza dei singoli e al massimo si fa un post-mortem (che spesso sarà molto simile a quello del progetto successivo). Credo si abbia la tendenza a pensare che lo sforzo richiesto da queste metodologie non paghi; al massimo ho visto interesse per le metodologie agili (che però sono tutt'altra cose rispetto ad un CMM).

sbonk, svenuto  Very Happy

ma anche non applicando la qualità, per quanto concerne il project management, lo studio dei progetti precedenti e degli errori che più di frequente si verificano e/o i disallineamenti temporali dovrebbero essere presi in considerazione.

Credo anche che forse la poca diffusione è perchè lo si vede molto come un sistema applicabile solo all'azienda manifatturiera, quando è benissimo applicabile, con le dovute restrizioni, anche alle aziende di servizi dove non esiste una catena di montaggio ripetitiva, ma si lavora a progetti singoli.
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« Risposta #5 inserita:: Maggio 23, 2007, 07:21:54 pm »

La veritá é che i programmatori di videogiochi sono tutti nerd e fanno questo lavoro per la gloria e non per i soldi, quindi a loro basta sognare di diventare i carmack del domani, non di seguire noiosi processi produttivi  Very Happy
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« Risposta #6 inserita:: Maggio 23, 2007, 07:35:56 pm »


Scusa Matteo, non entro nel merito di tutto il discorso...ma ho letto la storia della procedura per il bug-report.
Cioe'...mi sono venuti i brividi a pensare che le procedure di un dev possano essere decise da uno standard ISO - nonche' le considerazioni tipo "tanto la produzione e' tipo quella cinematografica"...brrr....

Ve lo scordate l'ISO nel game-dev...sarebbe il caos.   Death

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« Risposta #7 inserita:: Maggio 23, 2007, 08:07:30 pm »

La veritá é che i programmatori di videogiochi sono tutti nerd e fanno questo lavoro per la gloria e non per i soldi, quindi a loro basta sognare di diventare i carmack del domani, non di seguire noiosi processi produttivi  Very Happy

Carmack ha svariate Ferrari.. altro che gloria !!
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« Risposta #8 inserita:: Maggio 23, 2007, 08:19:43 pm »

Cioe'...mi sono venuti i brividi a pensare che le procedure di un dev possano essere decise da uno standard ISO

Questo è un errore comune, le ISO 9001:2000 non ti impongono alcuna procedura, ci mancherebbe! Sarebbe anche impossibile in quanto vorrebbe dire che le iso dovrebbero essere riscritte ex-novo per ogni ambito aziendale.

Le iso sono invece delle linee guida di corretta condotta da seguire, nel caso ad itinere delle 9001, all'interno viene detto che sono necessarie almeno 6 procedure documentate, si definiscono quali esse siano ( la tematica ), ma la stesura sta all'azienda in base ai suoi processi.

Citazione
- nonche' le considerazioni tipo "tanto la produzione e' tipo quella cinematografica"...brrr....

Ho fatto quel paragone, solo per dire che la customer satisfaction non la vedo molto forte in entrambi gli ambienti (questo tutto imho)... continuo ad associare il cliente come un soggetto estramente passivo ed estraneo al processo produttivo, quando alla fin fine è proprio a lui che è finalizzato lo sforzo aziendale...

ps. Oh chi si vede il caro Nig Smile
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« Risposta #9 inserita:: Maggio 23, 2007, 11:29:38 pm »

...continuo ad associare il cliente come un soggetto estramente passivo ed estraneo al processo produttivo, quando alla fin fine è proprio a lui che è finalizzato lo sforzo aziendale...
Questo "sembra" vero quando pensi al prodotto in scatola. In realtà durante lo sviluppo ci sono svariati momenti in cui si coinvolge il "cliente" (premesso che il cliente vero di un developer è un mix tra utente finale e publisher): focus group e  kleenex testing sono gli strumenti principali ma anche il feedback di precedenti prodotti. Considera che spesso tutto questo avviene durante tutta la produzione (e anche durante la pre-produzione).

Credo anche che forse la poca diffusione è perchè lo si vede molto come un sistema applicabile solo all'azienda manifatturiera, quando è benissimo applicabile, con le dovute restrizioni, anche alle aziende di servizi dove non esiste una catena di montaggio ripetitiva, ma si lavora a progetti singoli.
Il CMM, in particolare, ha una "versione" pensata apposta per la produzione software SW-CMM (oltre che una versione più moderna, il CMMI con una specifica parte dedicata alla creazione del software, la SE/SW).

sbonk, svenuto  Very Happy
Io ti suggerisco di guardare i post-mortem su gamedev (o su gamasutra) ordinandoli per sviluppatore. Leggere di seguito i vari post-mortem dello stesso studio è quanto mai... illuminante!
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« Risposta #10 inserita:: Maggio 24, 2007, 01:28:48 am »

Questo "sembra" vero quando pensi al prodotto in scatola. In realtà durante lo sviluppo ci sono svariati momenti in cui si coinvolge il "cliente" (premesso che il cliente vero di un developer è un mix tra utente finale e publisher): focus group e  kleenex testing sono gli strumenti principali ma anche il feedback di precedenti prodotti. Considera che spesso tutto questo avviene durante tutta la produzione (e anche durante la pre-produzione).

Spe se c'è di mezzo un publisher la situazione cambia, il vostro cliente è lui.
Mentre l'utente finale è cliente del publisher e non vostro.
Ovviamente il publisher dovrà fornirvi dei requisiti compatibili ai requisiti dell'utente finale suo cliente.

Se invece non c'è di mezzo il publisher e voi distribuite direttamente, ok l'utente finale è il vostro cliente.

Citazione
Il CMM, in particolare, ha una "versione" pensata apposta per la produzione software SW-CMM (oltre che una versione più moderna, il CMMI con una specifica parte dedicata alla creazione del software, la SE/SW).

Dato un occhio, ho trovato un pdf carino dove illustra le analogie fra i due sistemi.

Sinceramente il CMMI sembra ovviamente più spinto verso la progettualità e al miglioramento continuo verso l'eccellenza, quindi una sorta di unione fra 9001:2000, 9004: e 10006:2003.

Un bel mix Smile

Citazione
Io ti suggerisco di guardare i post-mortem su gamedev (o su gamasutra) ordinandoli per sviluppatore. Leggere di seguito i vari post-mortem dello stesso studio è quanto mai... illuminante!

ci darò sicuramente un occhio, grazie del consiglio Very Happy
« Ultima modifica: Maggio 24, 2007, 01:21:38 pm da Matteo Crippa » Registrato
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« Risposta #11 inserita:: Maggio 24, 2007, 12:24:41 pm »

Ho lavorato nel settore delle certificazioni iso 900x nel '94 e '95 e li ritengo processi orientati all'industria che interessano le piccole aziende praticamente solo se fanno gare d'appalto, perché sono punti.

Non direi, le iso sulla qualità sono applicate sia dalle grandi aziende multinazionali, che dai singoli.

E non ho detto di no. Smile

Citazione
Spesso come tu dici, le piccole tendono più a certificarsi per avvantaggiarsi negli appalti, più che nel credere realmente nella bontà dei giovamenti che l'utilizzo di un SGQ può portare all'azienda.

è proprio quello che sostengo.

Citazione
Ma i SGQ non sono applicabili solo all'azienda manifatturiera, sono benissimo applicabili nelle aziende di servizi, basta solo cambiare da prodotto a servizio nelle linee guida e via...

Lo so. Smile
Conosco anche un commercialista ISO. Smile

Citazione
Dalle vecchie 9001, 9002 e 9003, c'è stato un grande passo avanti... ora esistono solo la 9000 ( terminologia ) 9001:2000 e 9004 sul miglioramento continuo.
Non ci voleva molto a "migliorare" ISO 9001.

Citazione
Scartoffie... spesso, e qui già il termine con cui l'hai descritta ne è sintomatico, la qualità viene vissuta come un peso, e non come un beneficio, come invece è...
Non facciamo confusione: la Qualità è un beneficio. ISO 900*:* è una certificazione, però - non è la Qualità.

Citazione
Credo che essere consci che il lavoro portato avanti è rivolto ad un cliente, questo sia molto importante, e in un processo di produzione la soddisfazione del cliente è molto importante.
Credo che il sistema isonovemilaeppassa pensi poco al modello sviluppatore-publisher. Tu che dici?

Citazione
In passato mi è capitato di assistere a release di patch da parte di aziende di videogiochi, per aggiungere nuove forme di gioco a seguito di richieste dell'utenza...
capita spesso - ci riescono anche aziende senza ISOqualcosa e non c'entra con la Qualità del gioco.

Citazione

Citazione
Questo nella pratica della maggioranza delle aziende in cui viene applicata - da qui la mia personalissima decisione di non interessarmene fino a quando qualche cliente non me la richiederà obbligatoriamente.

Ma non essendo in contatto con pubbliche amministrazioni che per bandi di gara ve la richiedano, o publisher che la richiedano in quanto già certificate dubito che una cosa del genere accadrà mai.
Aehm... io ho fatto giusto due o tre cosine col pubblico. Smile
Solo che se hai un'idea che è cento volte meglio di quella degli altri, i tre punti della ISOqualcosa non ti servono.
Cmq in effetti un caso c'è capitato: se avessimo avuto la certificazione ISO 900edispari e avessimo già finito la 626 avremmo forse vinto il bando VIGAS che ci è stato soffiato da Milestone per mezzo punto. Smile

Citazione
Citazione
Tipo, per esempio?

Beh credo che abbiate delle procedure per i bug.
E questi bug vengano trattati, risolti e poi registrati.
E una volta terminato il progetto, o durante lo sviluppo questi report vengano riportati alla direzione e analizzati.
Se così fosse, licenzierei il direttore (cioè mi licenzierei).
Innanzitutto i bug non vengono riportati dagli utenti, ma dai tester.
In secondo luogo vengono riportati istantaneamente e automaticamente (non tramite scartoffie) al direttore che provvede subito ad analizzarli e a farli fixare, con procedura zero-bug. Cioè non si aspetta la fine del progetto per analizzare i bug.
Se così fosse, si avrebbe un prodotto di scarsa qualità che viene rilasciato buggato e per il quale l'investimento necessario ad eliminare i bug sarebbe gonfiato. Un programmatore può impiegare 10 minuti a fixare un bug su codice scritto tre giorni prima, mentre può impiegare una settimana a fixare lo stesso bug su codice scritto sei mesi prima.
Questo è il mondo reale. Smile

Citazione
Così con uno storico andare a vedere se c'è una fase di produzione più soggetta ad errori e valutare di concentrare li più forze/risorse per rimediare al problema.

Nelle aziende come la mia, le fasi di produzione sono pochissime e, sostanzialmente, solo la programmazione è soggetta a "errori" veri e propri, quindi...

Citazione
L'azienda manifatturiera avrà un prodotto non conforme, voi potrete avere una funzione del gioco, un modello grafico...
Non conforme a che? "Il modello HK3 non è conforme agli standard unificati dello shooter"? Non credo.

Citazione
ps. Molti concetti della qualità si intersecano a mio modo di vedere con il project management, quindi scommetto che già fate molte cose che potrebbero essere viste come un sistema di gestione qualità...

Sicuramente, ne facciamo molte e possiamo parlarne.
Io non dico assolutamente che il controllo qualità non serva.
Dico che non sono adatte le procedure antiquate isonovantazeroforseduemilaqualcosa. Wink

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« Risposta #12 inserita:: Maggio 24, 2007, 12:28:00 pm »

La veritá é che i programmatori di videogiochi sono tutti nerd e fanno questo lavoro per la gloria e non per i soldi, quindi a loro basta sognare di diventare i carmack del domani, non di seguire noiosi processi produttivi  Very Happy

Cioè io sognerei di sposare la mia segretaria e andare in giro con una Ferrari truccata? Buondìo, no!

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« Risposta #13 inserita:: Maggio 24, 2007, 12:34:30 pm »

Questo è un errore comune, le ISO 9001:2000 non ti impongono alcuna procedura, ci mancherebbe! Sarebbe anche impossibile in quanto vorrebbe dire che le iso dovrebbero essere riscritte ex-novo per ogni ambito aziendale.

Mi spiego meglio.
E' venuto qui un tizio che si occupa di certificazioni ISO e mi ha detto:
<<
non vi preoccupate, io vengo, vi riempio un po' di scartoffie, vi faccio il manuale della qualità, dei poster da appendere, voi riempite dei moduli ogni tanto e vi trovate certificati
>>

'sto tipo chiaramente è poco serio, ma sai quante aziende ha certificato?
Di più, di più.

Un sistema che si fa prendere per il naso così non è un sistema serio.

A proposito: DroneZ OEM è stato distribuito in un milione di copie ufficiali, e la versione benchmark non so quanti milioni di persone l'abbiano scaricato. Abbiamo avuto solo due (due) casi di utenti con problemi che non siamo riusciti a risolvere tramite aggiornamento dei driver e tendo a pensare che avessero entrambi problemi hardware, perché abbiamo montato un computer uguale a ognuno e non siamo riusciti a riprodurre il problema. Uno dei due ha risolto reinstallando tutto da zero, l'altro non l'abbiamo più sentito.

Ovviamente immagino che ci siano anche persone che hanno avuto problemi e non ci hanno scritto, però visto che all'epoca non facevamo *nessun* controllo formale, mi pare già un buon risultato.

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« Risposta #14 inserita:: Maggio 24, 2007, 01:49:27 pm »

Credo che il sistema isonovemilaeppassa pensi poco al modello sviluppatore-publisher. Tu che dici?

Ma le iso sono delle linee guida generiche, appunto per essere applicabili ad ogni campo.

Come hai detto tu le applicano dai commercialisti ad aziende di trasporti, quindi il sistema non ha vincoli di limitatezza.

Potrebbero applicarle sia il publisher che lo sviluppatore.

Citazione
Aehm... io ho fatto giusto due o tre cosine col pubblico. Smile
Solo che se hai un'idea che è cento volte meglio di quella degli altri, i tre punti della ISOqualcosa non ti servono.
Cmq in effetti un caso c'è capitato: se avessimo avuto la certificazione ISO 900edispari e avessimo già finito la 626 avremmo forse vinto il bando VIGAS che ci è stato soffiato da Milestone per mezzo punto. Smile

Riallacciandosi al pacchetto certificazione pre-pronto, leggendo quanto hai detto capirai perchè esiste.

A molti interessano solo i 3 punti... per fortuna c'è anche chi ci crede e investe nella qualità.

Citazione
Se così fosse, licenzierei il direttore (cioè mi licenzierei).
Innanzitutto i bug non vengono riportati dagli utenti, ma dai tester.
In secondo luogo vengono riportati istantaneamente e automaticamente (non tramite scartoffie) al direttore che provvede subito ad analizzarli e a farli fixare, con procedura zero-bug. Cioè non si aspetta la fine del progetto per analizzare i bug.

Si ma questa è già una procedura... elemento cardine delle iso.

Ogni azienda ha la sua procedure, oltre a quelle minime ( gestione documenti, gestione report, gestione non conformità, audit interno, azioni preventive e azioni correttive ), voi ne avrete per il testing, per il bug report etc etc.

Altre aziende le avranno per esempio per la taratura degli strumenti, per gli ordini o per lo sblocco del materiale dei fornitori... alla fin fine le procedure variano da ambito ad ambito.

Il sistema ISO non dice le procedure definite possono essere misurate ed avere risultati evidenti, queste evidenze possono permettere un analisi delle performance delle varie procedure, e permettere un miglioramento qualitativo delle stesse, ovviamente se necessario.

La iso non ti dice come devi fare il testing operativamente, e non ti obbliga nemmeno ad avere una procedura se per quello... quello sta a te capire quali siano i processi che necessitano di procedure, partendo ovviamente dai processi primari per la realizzazione del vostro prodotto/servizio.

Citazione
Non conforme a che? "Il modello HK3 non è conforme agli standard unificati dello shooter"? Non credo.

Ah non so a cosa, non è il mio campo, ma se durante la fase di sviluppo si evidenza un bug, in qualitatese si traduce in non conformità.

Avete una procedura, come hai detto prima, per la gestione dei bug, quindi in qualitatese avete una procedura per la gestione delle non conformità.

Il tutto sta a trovare una nomenclatura comune, tra l'altro le iso non obbligano ad utilizzare la loro nomenclatura, dato che non è loro interesse snaturare l'uso comune aziendale, è sufficiente definire nel manuale qualità le corrispondenze.

Bug = Non conformità
Risoluzione bug = Azione correttiva


Citazione
Sicuramente, ne facciamo molte e possiamo parlarne.
Io non dico assolutamente che il controllo qualità non serva.
Dico che non sono adatte le procedure antiquate isonovantazeroforseduemilaqualcosa. Wink

ma le iso non danno alcuna procedura Sad
se tu azienda che le definisce e scrive Very Happy


Mi spiego meglio.
E' venuto qui un tizio che si occupa di certificazioni ISO e mi ha detto:
<<
non vi preoccupate, io vengo, vi riempio un po' di scartoffie, vi faccio il manuale della qualità, dei poster da appendere, voi riempite dei moduli ogni tanto e vi trovate certificati
>>

'sto tipo chiaramente è poco serio, ma sai quante aziende ha certificato?
Di più, di più.

Purtroppo questi personaggi si conoscono... ed è proprio per colpa loro che la qualità tende a non essere vista come un valore aggiunto all'azienda...

Ma di persone di quel genere ahimè ce ne sono in molti campi, e sono spesso tipiche del sistema italia... sempre ci sono e sempre ci saranno...

Però la questione qualità deve partire dall'interno, capire che è un valore aggiunto per l'azienda, per aiutarla a migliorare... fintanto che si fa per imposizione la si vivrà male e senza le giuste finalità...

Citazione

Un sistema che si fa prendere per il naso così non è un sistema serio.

Si, ma ridotto ai minimi termini quello che si è fatto prendere in giro è chi ha acquisato il pacchetto certificazione... avrebbe avuto modo di avere un sistema in grado di migliorare i propri processi a partire dall'analisi delle procedure, invece ha fatto solo una spesa e non un investimento...

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