Io posso riportare una mia esperienza personale come programmatore.
Non ho mai fatto telelavoro da casa (cosa che non vorrei mai fare), ma ho lavorato per alcuni mesi dallo studio Ubi di Milano in un progetto sviluppato in uno studio Ubi in Francia.
La mia parte di lavoro era discretamante separata da quella del resto del team, ciononostante ho avuto parecchi rallentamenti principalmente dovuti proprio a problemi di comunicabilità.
Ho inoltre avuto grossissimi problemi per la scelta del sistema di versioning del codice (VisualSourceSafe) non adatto all'utilizzo da remoto. La scelta degli strumenti, anche di comunicazione, è fondamentale per una riuscita della collaborazione da remoto.
A mio parere va considerata nel telelavoro una riduzione di performance, che così a naso potrei indicare attorno al 25-30%. Ma ovviamente parlo del mio caso particolare.
Per quanto riguarda il telelavoro da casa, ho sentito molta gente considerarlo una soluzione ideale.
Si risparmia tempo di trasporto, denaro inaffitti di uffici e altro.
Il fattore sociale è comunque da tenere in considerazione. Significherebbe alzarsi la mattina, mettersi alla scrivania e non uscire di casa tutto il giorno... e non parlare con anima viva dal Lunedì al Venerdì!!!
Piuttosto mi tagliarei le vene...
Volevo inoltre aprire un altro discorso che ha a che vedere con "la domanda stupida" citata da Francesca. Ricordo di aver letto (non so dove, magari era qualche link postato quiì in Playfields) di un tizio che considerava auspicabile per i programmatori uffici indipendenti piuttosto che open-space proprio per evitare "la domanda stupida" che fa perdere la concentrazione (uscire dalla "Zona" lo chiamava il tizio) alla persona a cui la domanda è posta. E rende quindi più costoso per la produttività il porre la domanda piuttosto che il trovarsi da solo la risposta.
...ma qui sono andato veramente un po' troppo OFF-TOPIC
Ciao,
Lear